Sebastião Salgado. Genesi

Nato e cresciuto in una fattoria del Brasile lontano dalla civiltà e senza televisione, Salgado nutre un profondo rispetto e amore per la natura ed è particolarmente sensibile al modo in cui gli esseri umani vengono condizionati dalle loro (spesso devastanti) condizioni socio-economiche.

Tra le numerosissime opere che Salgado ha realizzato nel corso della sua prestigiosa carriera, spiccano tre grandi progetti di lungo periodo: Workers (1993), che documenta le vite invisibili dei braccianti di tutto il mondo.

Migrations (2000), un tributo alle migrazioni di massa causate dalla carestia, dai disastri naturali, dal degrado ambientale e dalla pressione demografica.

E questa nuova opera, Genesis, il risultato di una spedizione durata otto anni alla scoperta di montagne, deserti, oceani, animali e popolazioni che, si sono finora sottratti al contatto con la cosiddetta società civile – una terra e una vita incontaminate.

L’autore

Sebastião Salgado ha iniziato la sua carriera come fotografo professionista a Parigi nel 1973 e ha lavorato con le agenzie di fotografia Sygma, Gamma e Magnum Photos.

Nel 1994, con sua moglie Lélia, ha fondato le immagini di Amazonas che lo rappresentano esclusivamente.

I progetti fotografici di Salgado sono stati oggetto di numerosi libri e mostre tra cui Sahel, The Man in Distress (1986), Other Americas (1986), The Hand of Man (1993), Terra (1997), Exodes (2000), Figli dell’esodo (2000) e Africa (2007).

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